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Geovest - Servizi per l'ambiente

Società intercomunale per la gestione dei servizi ambientali

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Quale futuro per Geovest?

L’anno 2014, sarà molto importante per la “storia” di Geovest s.r.l., in quanto scadrà la proroga “nei fatti” autorizzata dalle Autorità d’Ambito di Modena e Bologna, nelle more delle ordinarie procedure per l’affidamento dei servizi nel frattempo intraprese dalla nuova Autorità Regionale ATERSIR che, dal 1° gennaio 2012, è subentrata alle prime due nei rapporti giuridici pendenti (le Convenzioni di servizio).

Concretamente, stando alle Convenzioni di servizio in essere (siglate nel lontano 2003-2004), rispetto al bacino dei Comuni modenesi (Ravarino, Nonantola, Finale Emilia), la scadenza prestabilita è verosimilmente fissata al 2016 (verosimilmente, salvo diversa decisione dell’Autorità di settore), mentre, leggendo la Convenzione di servizio che riguarda i Comuni della provincia di Bologna si apprende che non è fissata alcuna data, o meglio, sono piuttosto imposti degli obblighi (mantenimento delle condizioni del servizio “in house”), periodicamente subordinati alla verifica dell’Autorità d’Ambito.

Il modello di gestione dei servizi pubblici organizzato con società partecipata al 100% dagli Enti locali, meglio conosciuto come “in house providing”, è in realtà un modello di “autoproduzione” del servizio: i Comuni svolgono concedono ad una società di capitali la facoltà di raccogliere i rifiuti direttamente, oppure, anche, tramite l’ausilio di imprese appaltatrici.

Nel corso degli ultimi anni al modello gestionale “in house” sono stati applicati una serie di limiti e vincoli (di carattere economico ed organizzativo) tipicamente pensati e previsti per gli Enti locali (in materia di assunzione del personale, di applicazione delle regole del patto di stabilità, di ricorso al credito). Il risultato è presto detto, questi vincoli stanno progressivamente irrigidendo l’azione operativa del gestore, al punto da rimettere in discussione il mantenimento degli standard di qualità di erogazione del servizio pubblico che, manco a dirsi, è lo stesso Legislatore a richiedere nell’interesse del pubblico degli utenti. Questo modello non è più praticabile.

Proponiamo un progetto di società mista, esistenti in tanti paesi d’Europa.

Una strada per superare questo momento di criticità è senza dubbio offerto dall’esempio europeo, dal ricorso cioè alle regole di trasparenza e libera concorrenza che impongono di affidare il servizio apertamente, tramite una gara d’appalto aperta al pubblico degli operatori operanti nel mercato dei servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti.

Precisamente, la possibilità oggi offerta dalla normativa vigente, contempla la facoltà, da parte degli Enti locali soci di Geovest, di procedere ad un nuovo affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani in capo alla stessa Geovest, a condizione che quest’ultima si privatizzi, almeno in parte.

L’operazione di privatizzazione, in realtà, non è un fenomeno sconosciuto all’attuale gestore del servizio che, come abbiamo già detto, quotidianamente lavora, fianco a fianco, con numerosi imprese fornitrici (private): ad oggi un importante raggruppamento di imprese private svolge servizi di raccolta stradale assai rilevanti per Geovest.

In verità, proprio la circostanza per cui taluni servizi sono di fatto già affidati all’esterno, tramite gara d’appalto, induce ritenere ancora più interessante e propizia l’opportunità di procedere ad una parziale privatizzazione di Geovest attraverso quella che si suole definire come gara “a doppio oggetto”.

L’obiettivo della gara “a doppio oggetto” è in pratica quello di aprire la compagine della società ad un partner privato che oltretutto abbia la capacità professionale per svolgere quella parte di servizi che, come abbiamo visto, già oggi sono a libero mercato.

Così, in estrema sintesi, l’obiettivo di questo progetto di nuovo affidamento del servizio a Geovest, previa una sua parziale privatizzazione, potrebbe realizzarsi cedendo il 20% del capitale sociale a favore di un socio privato al quale sarebbero contestualmente attribuiti compiti operativi connessi alla gestione del servizio. Gli sarebbero affidati quegli stessi servizi che già ora sono eseguiti da ditte private.

I vantaggi sarebbero tanti: a cominciare dal fatto che la durata del nuovo affidamento (come oggi stabilito dal Codice dell’Ambiente) sarebbe almeno di 15 anni, un tempo davvero utile per consentire di programmare (anche innovandola) l’evoluzione dei servizi erogati ai cittadini residenti nei territori di quei Comuni che, in ogni caso, manterrebbero ben saldo la direzione della governance, e cioè dell’organizzazione del servizio, in quanto titolari della maggioranza del capitale. Con una gara che comunque dovremmo fare, se oltre a mettere a mercato parte dei servizi mettessimo anche il 20% del capitale sociale, riusciremmo a portare in sicurezza la futura esistenza di Geovest.

In una battuta, oggi la collaborazione con un privato ci permetterebbe di salvare una società pubblica.

Data ultima modifica: 03/04/2013 - N° visioni: 1.683 Stampa

 

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