Riduzione dei rifiuti

Non pensare che ridurre i rifiuti sia difficile, al contrario, è facile e divertente, basta fare piccoli accorgimenti che si possono facilmente adottare nella vita di tutti i giorni.
Non essere frettoloso nel gettare via tutto e subito, solo perché ritieni di non averne più bisogno. Hai mai pensato di riutilizzare qualcosa che non avresti mai pensato di riciclare?
Per esempio, sapevi che oggi i bancali di legno vengono spesso utilizzati in modo originale e low cost per arredare giardini, rendendoli dei divani esterni alle case?. E questa è soltanto una delle infinite possibilità di riciclo di materiali considerati “da gettare”.
Sviluppando questo tipo di approccio, la svolta verso la riduzione dei rifiuti è dietro l’angolo.
Ridurre i rifiuti è dunque molto importante, e questo Geovest lo sa bene, seguendo da sempre la direzione intrapresa da leggi e normative europee e nazionali. Poiché le risorse della Terra non sono infinite, per evitare che si esauriscano totalmente è indispensabile trovare delle soluzioni immediate per ridurne il consumo e lo spreco; inoltre se si riesce a diminuire la quantità dei rifiuti destinati alla discarica e alle frazioni differenziate, si possono ripensare i servizi, diminuendo ad esempio le frequenze di raccolta e arrivando così a diminuirne anche i costi.
Geovest ha sviluppato diversi progetti a proposito e continua da sempre a sostenere azioni che garantiscono la riduzione dei rifiuti.

Perché non farlo anche tu?.

RIDUCI, RIUSA E RICICLA

L’obiettivo strategico per affrontare il problema dei rifiuti non è quello di trovare nuovi modi per smaltirli ma di evitare di produrli.
1 Ridurre – Riduzione in senso stretto e riduzione alla fonte
Questo tema riguarda le attività volte a sensibilizzare sull’urgenza di ridurre la quantità di rifiuti che produciamo, dando consigli per evitare o per ridurre la produzione di rifiuti a monte, come ad esempio il compostaggio a casa, l’utilizzo di adesivi anti-pubblicità per le buche delle lettere o la scelta di bere acqua del rubinetto. Esso copre anche azioni volte a modificare il comportamento dei consumatori, promuovendo l’inclusione degli aspetti di sostenibilità nelle decisioni di acquisto, come ad esempio la scelta di prodotti con etichetta “eco” , quella di prodotti che hanno poco o nessun imballaggio, quella dell’acquisto in gruppi solidali, oppure quello di scegliere dei regali non materiali.
2 Riusare – Riusare e preparare per il riutilizzo
Questo tema riguarda le attività destinate a ricordare ai partecipanti che i prodotti possono avere una seconda vita, a promuovere la riparazione o il riutilizzo dei prodotti invece dell’acquisto di nuovi e a incoraggiare la donazione di prodotti di cui non si ha più bisogno. Il tema include anche azioni volte a modificare il comportamento dei consumatori nel senso di acquistare prodotti riutilizzabili o ricaricabili o del noleggiare oggetti piuttosto che acquistarli.
3 Riciclare – Raccolta differenziata e riciclo
Questo tema riguarda le attività progettate per aiutare le persone a migliorare il loro comportamento rispetto alla raccolta differenziata spiegando ad esempio come chiudere il ciclo delle risorse materiali, incoraggiando le persone a gettare i loro rifiuti nel contenitore appropriato o organizzando delle visite agli impianti per la selezione e per il riciclo.

I NOSTRI SUGGERIMENTI PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI
Riduzione dei rifiuti - Cosa posso fare? Un piccolo manuale per ridurre la produzione domestica di rifiuti

  • Preferisci prodotti con poco imballaggio - Ci sono prodotti in cui gran parte dell’imballaggio è utilizzato per scopi promozionali, che è inutile per il consumatore ma che a volte può incidere significativamente sul prezzo.
  • Bevi l’acqua del rubinetto – Si evita di trasportare peso, si eliminano le bottiglie di plastica e le emissioni per il trasporto.
  • Preferisci prodotti concentrati - Diluendo in acqua i prodotti concentrati riduci notevolmente il volume dell’imballaggio e al momento dell’acquisto non paghi il costo dell’acqua, del maggior imballaggio e dei trasporti ad esso associati.
  • Preferisci prodotti “formato famiglia” - Sono più convenienti dei prodotti monodose e sono caratterizzati da un volume di imballaggio inferiore per unità di prodotto rispetto alle confezioni più piccole.
  • Preferisci prodotti con contenuto ricaricabile - Ogni volta che utilizzi una ricarica (refill) per un prodotto risparmi all’ambiente un imballaggio.
  • Scegli preferibilmente imballaggi composti da un solo materiale o da materiali che si possono facilmente separare uno dall’altro. Fanno eccezione i contenitori in tetrapak che devono essere inseriti nella carta.
  • Elimina i prodotti “usa e getta” - Usa piatti di ceramica, posate in metallo, bicchieri in vetro eliminando in tutte le occasioni il materiale usa e getta.
  • Porta la sporta - Ricorda di portare da casa la borsa della spesa in modo da eliminare quelle usa e getta.
  • Riusa - Prima di buttare qualcosa pensa se può avere un altro uso o risultare utile a qualcuno. Portali presso le associazioni di volontariato che rimettono in circolo gli oggetti che non hanno ancora esaurito il loro ciclo vitale (abiti, giocattoli, mobili).
  • Pratica compostaggio domestico - Trasforma gli scarti organici e vegetali del tuo giardino e del tuo orto e riutilizza il compost come concime.
  • Effettua la pacciamatura e il mulching - Ricopri il terreno con uno strato di materiale che deriva dalla manutenzione del giardino e taglia spesso l’erba del prato così che non sia necessario raccoglierla, diventerà una fertile sostanza indispensabile per creare nuova vita vegetale.
  • Riutilizza le borse della spesa compostabili (mater-bi, bioplastiche) che vengono distribuite in tanti negozi o supermercati per la raccolta dell’umido in cucina.

 
IL GIARDINO SOSTENIBILE

Ognuno di noi produce ogni giorno oltre 1 kg di rifiuti. Di questo, circa il 30% è costituto da componente organica, come scarto di cibi, fondi di caffè, bucce che sono biodegradabili. In natura questa forma di scarto organico non è affatto un rifiuto, infatti i residui organici si decompongono divenendo una fertile sostanza indispensabile per creare nuova vita vegetale.
Ognuno di noi, per gestire correttamente ciò che scarta, può attuare alcune semplici pratiche per trasformare questi residui in sostanza utile, proprio come farebbe la natura.
Ogni anno produciamo una grande quantità di rifiuti provenienti da orto e giardino che vengono dati al servizio pubblico di raccolta.
Che alternativa abbiamo?
Esistono alcune semplici pratiche che ci permettono di limitare, se non annullare la produzione di questi rifiuti. La copertura del suolo, nota anche con il termine di pacciamatura o mulch, rappresenta uno dei più efficaci ed ecologici metodi passivi di controllo delle infestanti e di riduzione dell'evaporazione dell'acqua dal terreno.
La pratica del mulching consiste nel mutuare ciò che accade naturalmente nei boschi d'autunno con la caduta delle foglie sul terreno, tagliando indicativamente ogni settimana, da marzo ad ottobre, l’erba del prato a 5-6 cm da terra senza raccoglierla. Lo spesso strato organico che in tal modo si produce contribuisce ad aumentarne la temperatura grazie alla fermentazione delle sostanze organiche che lo compongono, agevolando in tal modo l'attività dell'abbondante fauna di organismi e microrganismi che popolano il sottosuolo favorendo la formazione dell'humus.
La pacciamatura organica trattiene l’umidità, evita il formarsi della crosta superficiale, protegge il terreno dall’erosione, modifica la temperatura del suolo, scoraggia la crescita delle infestanti e diminuisce la diffusione di alcune malattie. In estate impedirà al terreno di scaldarsi troppo e quindi all’acqua di evaporare in fretta. In inverno, al contrario, la copertura manterrà il terreno più caldo ed impedirà al gelo di avvicinarsi troppo alle radici. Inoltre sotto lo strato pacciamante i semi delle infestanti faticheranno a germogliare e se lo faranno saranno più deboli e facili da togliere. Ed infine degradandosi aggiungerà sostanza nutritiva al terreno e ne migliorerà la struttura. Come pacciame organico possiamo utilizzare: erba sfalciata, paglia, compost, foglie, cortecce frantumate, gusci di nocciole, torba, trucioli di legno, cartone.

COMPOSTAGGIO DOMESTICO

COS’E’ IL COMPOSTAGGIO DOMESTICO
E’ un processo aerobico di decomposizione biologica della sostanza organica attraverso il quale viene controllato, accelerato e migliorato il processo naturale a cui va incontro qualsiasi sostanza organica per effetto della flora microbica naturalmente presente nell'ambiente. Permette di ottenere un prodotto biologicamente stabile in cui la componente organica presenta un elevato grado di evoluzione; la ricchezza in humus, in flora microbica attiva e in microelementi fa del compost un ottimo prodotto, adatto ai più svariati impieghi nell’orto, ma anche nei vasi di fiori, sotto gli alberi da frutto, o ancora nei giardini e per le piante da interno.
PERCHE’ EFFETTUARE IL COMPOSTAGGIO
Compostare i rifiuti organici e vegetali è molto importante perché consente di restituire alla natura e al terreno, sotto forma di compost, molte sostanze organiche necessarie alla crescita e allo sviluppo delle piante, nonché al mantenimento della fertilità del terreno riducendo l’impiego di fertilizzanti minerali. Inoltre si riduce notevolmente (30-40%) la quantità di rifiuti da conferire in discarica.
I vantaggi, oltre che ambientali, sono anche economici: l’attività viene integralmente gestita nell’ambito dell’unità familiare coinvolta e non va ad incidere sui costi di raccolta dei rifiuti.
Il compost si può ottenere con ottimi risultati anche in ambienti ridotti come il giardino di casa. Se effettuato correttamente non causa esalazioni maleodoranti e non attira animali indesiderati. Infatti, il principio fondamentale che attiva il compostaggio è la presenza di ossigeno; la trasformazione si realizza a contatto con l'aria (ad opera di batteri aerobici) con un aumento della temperatura (sino a 40°– 60° C) che favorisce il processo di pastorizzazione cioè la igienizzazione dello scarto (da eventuali malattie fungine presenti nelle piante degli scarti).
QUALI RIFIUTI UTILIZZARE PER IL COMPOSTAGGIO
Per il compostaggio si utilizzano gli scarti facilmente deperibili e degradabili come, ad esempio, quelli alimentari della cucina e i residui del giardino e dell'orto: frutta e verdura, ossa, gusci di noce e uova, fondi di caffè, filtri del tè, tovagliolini di carta, foglie, erba, paglia, terriccio, rametti ben sminuzzati di dimensioni inferiori ai 5 cm di lunghezza e 1 cm di diametro.
Con cautela si possono impiegare anche scarti di:

  • carne, pesce e formaggio: occorre prestare attenzione per non attirare animali indesiderati, come topi e insetti;
  • pane, pasta, dolciumi ben sminuzzati;
  • quantità limitate di foglie coriacee (di pioppo e di magnolia, aghi di conifere): poiché sono a lenta degradazione, per favorire il processo si consiglia di inserirle in cumuli con prevalenza di scarti umidi di cucina o, meglio, abbinarle a materiali contenenti azoto, ad esempio la pollina;
  • bucce di agrumi: da aggiungere con parsimonia perché a lenta degradazione;
  • parti di piante affette da malattie: solitamente l'innalzamento della temperatura del cumulo porta a una forma di igienizzazione.

Non si possono utilizzare, invece, tutti i rifiuti che non derivano dagli scarti di cibo e del giardino: vetro, polistirolo, pile, farmaci, carta, metalli, oggetti in plastica, laterizi e calcinacci, tessuti e pellame.
COME OTTENERE IL COMPOST DOMESTICO
La collocazione della compostiera: il luogo va scelto preferibilmente all’ombra di un albero a foglie caduche: si evita così l’eccessivo essiccamento nel periodo estivo, mentre in inverno i raggi del sole possono penetrare in modo da favorire l’attività biologica.
La miscela ideale: per ottenere la miscela ideale è necessario mescolare in maniera corretta i rifiuti organici più umidi (di cucina, erba ecc.) con quelli più secchi (rametti, foglie secche), dando la prevalenza ai primi rispetto ai secondi, in modo da ottenere un adeguato assorbimento dell’acqua in eccesso e una adeguata porosità, che garantisca l’ossigenazione interna della massa.
La giusta umidità: la presenza di acqua è fondamentale per i microrganismi che determinano il processo di trasformazione.
Per capire se il contenuto di umidità è ideale basta stringere in una mano un campione prelevato dal cumulo: se il palmo della mano rimane asciutto occorre aggiungere acqua; se si inumidisce, il livello di umidità è giusto; se grondano delle goccioline, la presenza di acqua è eccessiva. In questo caso è bene aggiungere al cumulo materiale secco, in modo da ristabilire la giusta sofficità e porosità ed evitare fermentazioni maleodoranti.
ALCUNI CONSIGLI PER UNA CORRETTA GESTIONE
Con forbici o altri attrezzi idonei sminuzzare il rifiuto, soprattutto la parte secca (per esempio i rametti), prima di metterlo nel cumulo: il processo di decomposizione diventa più rapido, grazie alla maggior superficie di contatto a disposizione dei microrganismi. Il calore è indice della qualità del processo: più la temperatura è elevata, più il risultato è buono. È opportuno, però, che la temperatura interna non superi mai i 60° C, la soglia massima di sopravvivenza della maggior parte dei microrganismi indispensabili al processo. È possibile dissipare il calore in eccesso con periodici rivoltamenti del compost, provocando un’aerazione forzata del contenuto.
Rimescolare il cumulo almeno ogni 15-20 giorni garantisce la ventilazione e facilita la degradazione del materiale organico evitando la formazione di cattivi odori e la diffusione di animali e insetti molesti.
Un suggerimento pratico: per miscelare correttamente i rifiuti organici secchi e quelli più umidi, è utile accumulare in un angolo i rametti, in modo da averli immediatamente disponibili.
UTILIZZO FINALE DEL COMPOST
Per produrre il compost solitamente sono necessari da 7 a 12 mesi. Il dato varia a seconda di come si opera e del periodo dell’anno (in estate il processo tende a essere più veloce). Il materiale finale può essere setacciato (i rametti aggiunti richiedono parecchio tempo prima di degradarsi), oppure utilizzato come si presenta. In genere il compost ottenuto può essere un ottimo surrogato del letame o di altri concimi organici.
VANTAGGI PER L’AMBIENTE
•    meno rifiuti in discarica;
•    meno CO2 in atmosfera;
•    miglior qualità dei terreni.
METODI DI COMPOSTAGGIO
Cumulo aperto
E’ il sistema più semplice, ricorda la letamaia o “massa” degli agricoltori. E’ particolarmente indicato per la degradazione di erba, foglie e rametti. Con questa tecnica si possono compostare anche notevoli quantità di materiale. Si ottiene accumulando gli scarti organici su un fondo ottenuto intrecciando alcuni rami per favorire l'arieggiamento. Per evitare l’accesso indesiderato di animali è necessario proteggerlo, ad esempio con reti. Nel periodo estivo è consigliabile che il cumulo abbia una forma appiattita, così da intercettare meglio le precipitazioni meteoriche.
Al contrario, nel periodo invernale, è preferibile una forma più appuntita per poter sgrondare gli eccessi di pioggia; in questa stagione è opportuno anche ricoprirlo con un telo di iuta o con uno strato di foglie e/o paglia. Da evitare coperture di plastica che non permettono l’arieggiamento. Accanto al cumulo deve essere disponibile un’area dove poterlo rivoltare.
VANTAGGI
•    favorisce una buona aerazione;
•    permette la raccolta di grandi quantità;
•    facilita il rivoltamento:
•    semplifica il prelievo.
Cumulo in compostiera
La compostiera è il contenitore per ospitare il cumulo dei rifiuti organici. È un contenitore solitamente di plastica diviso in tre parti, quella superiore costituita da un coperchio attraverso il quale si effettua l’immissione degli scarti, il corpo centrale, nel quale avviene la fermentazione, munito di un’apertura laterale per il prelievo del “compost” maturo e di una base, una piastra di fondo perforata che favorisce il passaggio di aria e dei microrganismi presenti nel terreno necessari al processo di compostaggio.
Prima di iniziare il processo occorre creare una base con un intreccio di rami. Su questa base si depositano i rifiuti organici, miscelando con particolare cura gli scarti più umidi e quelli secchi.
Periodicamente, ogni 3-4 settimane, occorre mescolare la massa, in particolare lo strato superficiale non ancora maturo.
VANTAGGI
•    è posizionabile anche in spazi ristretti;
•    non lascia fuoriuscire odori sgradevoli;
•    mantiene un giusto livello di umidità;
•    favorisce una più veloce decomposizione;
•    ostacola l’accesso di topi e altri animali.

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